Mostra Fondi Piancastelli
La sezione, concepita più con intento documentario che estetico, avvicina pezzi preziosi a materiali meno rari che coprono un periodo che va dal XVI al XX secolo. L’organizzazione della raccolta accomuna materiali molto vari ed eterogenei: l’opera di alcuni artisti come Giani, Minardi e Rosaspina è rappresentata quasi dall’intero corpus di disegni, di stampe, di autografi e da tutto ciò che documenta la loro produzione, mentre quella di altri pittori romagnoli o attivi in Romagna si trova rappresentata nella sezione Stampe e disegni solo da alcune incisioni di traduzione oppure esclusivamente da riproduzioni fotografiche. La sistemazione in grossi album e l’organizzazione in sottosezioni (Artisti, Topografia, Ritratti, Storia) è ancora quella voluta da Piancastelli e rappresenta uno dei rari casi in cui la fisionomia originaria di una raccolta privata ha conservato le sue caratteristiche anche dopo il passaggio ad un Istituto di conservazione pubblico. Il restauro ha infatti rispettato la sequenza e l’ordine dei materiali all’interno degli album secondo l’ordinamento originario che è di volta in volta alfabetico, cronologico o tematico.
