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martedì, febbraio 28, 2012

Caccia a una nuova sede per i libri della Civica - Cronaca - Il Piccolo

Caccia a una nuova sede per i libri della Civica - Cronaca - Il Piccolo: Caccia a una nuova sede per i libri della Civica

Per ristrutturare Palazzo Biserini servono 10 milioni tutti da reperire Ma i 12 chilometri di scaffali vanno spostati subito. Mariani: non c’è luogo adatto

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di Gabriella Ziani

Si è aperta la caccia frenetica al palazzo che non c’è. Dei libri bagnati per spandimento e “abbandonati” al chiuso della Biblioteca civica si è deciso un irrevocabile e immediato trasloco. Ma è arduo trovare un riparo temporaneo. L’allagamento di palazzo Biserini nei giorni del gelo ha messo l’amministrazione comunale alle strette. Prima decisione, dopo riunioni collegiali a raffica: i 350 mila libri ancora contenuti nella sede storica, chiusa per restauri dal 2008, non possono più rimanere lì. Sono a rischio di rovinarsi tutti quanti. Seconda decisione: il palazzo firmato da Pietro Nobile dev’essere definitivamente tutto ristrutturato, e non più a interminabili lotti.

Per completare i lavori servono 10 milioni di euro. E sono da trovare. Il Comune si è dato tre mesi di tempo, riferisce l’assessore ai Lavori pubblici Elena Marchigiani, per risolvere il rebus. Per spostare i libri il tempo dev’essere invece molto più breve. La rottura del sistema antincendio ha fatto colare acqua per tutti i piani, per fortuna non sulle pareti laterali, più scaffalate. I 6000 libri danneggiati, trasferiti in emergenza in una sala da 400 metri quadrati al vicino Museo della civiltà istriana, di cui 2000 “inumiditi”, si sono ormai asciugati, «nessun inchiostro si è spanto, nessuna pagina ci è rimasta in mano, abbiamo subito chiamato il Centro regionale del restauro di Villa Manin che ha mandato specialisti e volontari», assicura la direttrice delle Biblioteche, Bianca Cuderi.

«I libri davvero rovinati sono solo 10 - spiega l’assessore alla Cultura Andrea Mariani -, il problema è doverli spostare prestissimo tutti, e in spazi adeguati, e rendendoli di nuovo disponibili al pubblico, ma una sede adatta non si vede, spezzare le collezioni in più sedi è terribilmente complicato. Abbiamo chiesto soccorso a tutti, spazi però non ce n’è».

Qui sta il primo rebus. Per sistemare 350 mila libri servono ben 12 chilometri lineari di scaffali. Mariani: «Servono sistemi antincendio particolari per la carta, abbiamo chiamato i Vigili del fuoco per aver chiare le normative». Cuderi: «Servono solai in grado di sopportare 800-1200 chilogrammi di peso al metro quadrato, sistemi di allarme particolari e microclima». Marchigiani: «Per trovare i soldi del restauro dovremmo vendere delle proprietà, serve però indagare: vincoli, destinazione d’uso, valore, mercato. Non è semplice affatto».

Ancora meno semplice, nonostante l’immediata solidarietà arrivata al Comune da tutti i bibliotecari di Trieste, è appunto traslocare, salvare il salvabile. «È proprio un rebus - conclude Marchigiani -, ma la biblioteca è il cuore di una città, serve una mobilitazione collettiva. Palazzo Biserini per noi è una priorità, ora faremo solo piccoli interventi per la sicurezza, poi il progetto complessivo. C’è un capitale di libri chiuso al freddo dal 2008: responsabilità tutta politica». Prima di tutti lo dice il sindaco Cosolini, che mastica amarissimo: «Il maltempo ha segnato un’esplosione di problemi che “bollivano” in silenzio, questa della biblioteca è la cronaca di una morte annunciata». Anche Bianca Cuderi, appena tornata alla guida delle biblioteche civiche, chiuso il capitolo delle note tecniche si tormenta: «Era prevedibilissimo quanto è successo, lo avevo detto in tutti i modi che non si potevano lasciar chiusi in un palazzo da restaurare 350 mila libri senza alcuna cura, ci sono precise responsabilità». Di chi ha preceduto in Municipio si dice anche: «Non è che non avessero più i soldi per il restauro: hanno smesso di cercarli».

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